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24 MARZO 1944, ECCIDIO DELLE FOSSE ARDEATINE

Armando Bussi, Elio Bernabei, Mario D’Andrea, Michele Bolgia, Renzo Piasco e Goffredo Romagnoli.
Sono questi i nomi dei sei ferrovieri fucilati alle Fosse Ardeatine con l’orribile strage del 24 marzo 1944.
Uomini diversi tra di loro, ma tutti accomunati dalla volontà di porre fine alla drammatica occupazione tedesca della capitale, la quale aveva tra i suoi obiettivi principali quello del più assoluto controllo sulla circolazione ferroviaria e sull’attività dei ferrovieri.
Armando Bussi, il più anziano dei sei - insignito di medaglia d’oro al valor militare subito dopo la Liberazione – aveva partecipato alla grande guerra come ufficiale. Assunto nelle Ferrovie dello Stato, le sue convinzioni antifasciste e repubblicane, non vennero mai meno durante l’intero ventennio fascista.
Fu arrestato insieme all’ing. Elio Bernabei con cui condivideva la militanza nel Partito d’Azione il 3 marzo del ‘44.
Mario D’Andrea, semplice manovale ferroviario, fu arrestato qualche giorno dopo. Le sue convinzioni antifasciste non sfuggirono alla vigliacca delazione di un vicino di casa, esponente di secondo ordine del fascismo romano. Michele Bolgia, guarda-sala, anch’egli ex combattente della grande guerra, di simpatie socialiste, fu catturato in una retata il 14 marzo del ’44, sul tram numero 8.
Aveva da poco terminato il suo turno di notte. Fu molto attivo nell’attività di assistenza ai deportati in transito nella stazione Tiburtina, in collegamento con il locale nucleo della Guardia di Finanza. In varie circostanza ferrovieri e finanzieri riuscirono ad aprire i portelloni dei carri merci, permettendo la fuga di centinaia di individui avviati in Germania.
Nel 2010 è stato insignito di medaglia d’oro alla memoria. Renzo Piasco e Goffredo Romagnoli, avevano 19 anni quando persero la vita. Il primo, operaio delle officine di Smistamento, abitava a Val Melaina, un quartiere popolare che non ebbe mai simpatie per il fascismo.
Goffredo Romagnoli, apparteneva ad una banda partigiana che faceva riferimento al Quadraro. Fu catturato, insieme ad altri suoi compagni, mentre conduceva un’azione di sabotaggio all’aeroporto di Ciampino sottraendovi materiali ed armi appartenenti alle truppe naziste.
Massimo Taborri


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