DLF Roma


RSS News


Poesie

da "Er Vangelo seconno noantri"

di Bartolomeo Rossetti


Intanto a Roma er Capo dell’Impero


t’aveva combinato er censimento

pe’ ogni suddito, bianco, giallo o nero,

 

senza eccezione, fosse o no contento.

Doveva scomodasse er monno intero

e presentasse ognuno al reggimento.

 
Letto l’editto der governatore

lui disse: “ Ce mancava pure questa,

chissà che j’è passato pe’ la testa

a quer brav’omo dell’Imperatore!


D’inverno, co’ sto’ freddo che se more,

cor rischio de incoccià quarche tempesta,

mò ce tocca partì tutti, a la lesta,

e annà laggiù, pe’ forza o per amore.


Così Giuseppe piantò sega e pialla

e, presa la Madonna sotto braccio

a piedi cor fagotto sulla spalla,


s’incamminò a la stracca, lemme lemme.

E tutto infreddolito, poveraccio,

prese la strada de Gerusalemme.



Lì partiveno come capitava,

s'accodaveno a quarche carovana,

un via vai de cammelli, 'na buriana

de gente stanca morta che viaggiava.

 
E la sera che er branco se fermava,

doppo marciato 'na giornata sana,

se sentiva soffià la tramontana,

e la Madonna, oddio! Come tremava!

 
Passarono tre notti allo scoperto

e de giorno viaggiavano alla lesta,

sotto er sole cocente der deserto.

 
La Madonna, cor manto su la testa,

seguitava a marcia cor passo incerto,

portanno un po’ de robba ne la cesta.

 
Doppo ave' pe' tre giorni camminato,

stanchi morti, co' quela confusione

d'emigrati da tutta la nazione,

arivati a Betlemme, de filato,

 
se presentò Giuseppe ar delegato

de Roma, pe' segnasse sur libbrone.

E poi je prese la disperazione,

co' Maria, lì, che stava in quelo stato,

 
senza pote' trova' 'n'anima pia,

che la facesse stenne sopra un letto

pe' rifiatasse, povera Maria!

 
Tutto era pieno zeppo come  'n'ovo

Giuseppe sospirava: “ Armeno un tetto,

Signore mio, me dichi ‘ndo lo trovo?

 
Gira e gira, domanna a questo e a quello,

bussa a tutte le porte, moje mia,

né albergo, né locanna, né osteria,

tutto sprangato a son de chiavistello.

 
E allora San Giuseppe, poverello,

pe’ ristorà la Vergine Maria,

voleva sistemalla ‘ndo se sia,

cercava de trovaje un cantoncello,

 
armeno ‘na capanna, o quarche stalla.

Così incontrò pe’ strada un pecoraro

irzuto, co’ ‘n agnello su la spalla;

 
che j’additò, laggiù, dietro er pajaro,

‘na grotta pe’ li bovi, calla calla:

lì armeno ce trovavano un riparo.

 
C'era sortanto un briciolo de muro

e lui disse: “ Coraggio, cara moje,

semo soli,  nessuno ce riccoje,

armeno qui potemo sta’ ar sicuro”.

 
Faceva freddo, s’era fatto scuro,

a lei j’erano prese già le dojie,

e lui je fece un letto co’ le fojie,

pe’ nun falla sdraia proprio sur duro.

 
Ne la grotta c’aveveno da un lato

un bove e dall'artro lato un asinello,

che un po' li riscallaveno cor fiato.

 
Giuseppe la coprì cor su’ mantello

e annava avanti e indietro, preoccupato,

che già stava pe’ nasce er bambinello.


Anonimo Siciliano


Quannu nta lu munnu si sparsi la nutizia

c’avia nascitu lu Bambineddu,

‘nta la rutta e dintra ‘na manciatura,

lu picuraru, la lavannara, lu lignamaru,

e tutti li boni genti si parteru

pi purtarci quarchi cosa.

Lu picuraru ci purtau ‘na fascedda china di ricotta.

La lavannara li panni e li fasci

e lu lignamaru un mazzu di ligna.

Tutti si parteru.

E si parteru puru li tri Re di l’ Orienti

chi foru portati ‘nta la grutta di la stidda

chi c’ insignava lu caminu.

Li tre Re purtaru unu oro, l’autru incenzu e l’autru mirra.

E dopu chi dettiru a la Marunna tutti ddi cose,

foru sempre felici e cuntenti.

Valore di Erri De Luca

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura un pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi
vale ancora poco.

Leggi tutto...

La rabbia - Pierpaolo Pasolini

Il testo che segue, scritto da Pier Paolo Pasolini, è apparso sul n. 38 del 20 settembre 1962 sulla rivista "Vie nuove", con cui Pasolini collaborava, ed è stato raccolto, insieme ad altri interventi, nel volume, ora fuori catalogo, Le belle bandiere, a cura di Gian Carlo Ferretti. Pasolini risponde a un lettore che gli aveva rivolto alcune domande sul film:



"È un film tratto da materiale di repertorio (novantamila metri di pellicola: il materiale cioè di circa sei anni di vita di un settimanale cinematografico, ora estinto). Un'opera giornalistica, dunque, più che creativa. Un saggio più che un racconto. Per dargliene un'idea più precisa, le accludo il trattamento del lavoro: le solite cinque paginette che il produttore chiede per il noleggio. Tenga quindi conto della destinazione di questo scritto: una destinazione che implica da una parte una certa ipocrita prudenza ideologica (il film sarà molto più decisamente marxista, nell'impostazione, di quanto non sembri da questo riassunto), e dall'altra parte una certa goffagine estetica (il film sarà molto più raffinato, nel montaggio e nella scelta delle immagini, di quanto non si deduca da queste affrettate righe)".

Leggi tutto...

Alla Vita di Nazim Hikmet

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell’al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla é più bello, più vero della vita.

Leggi tutto...

Canzone d'Autunno

I lunghi singhiozzi 
Dei violini 
D'autunno 
Mi feriscono il cuore 
Con un languore 
Monotono. 

Tutto affannato 
E pallido, quando 
Rintocca l'ora, 
Io mi ricordo 
Dei giorni antichi 
E piango; 

Leggi tutto...

Poesie di Valentino Zeichen

Il poeta

 

Presumibilmente,
sembro un poeta di elevata rappresentanza
sebbene la mia insufficienza cardiaca
ha per virtù medica il libro del “cuore”.

Leggi tutto...

Donna Nera - Léopold-Sédar Senghor

Donna nuda, donna nera
Vestita col colore della vita, con la tua forma bellezza!!
Sono cresciuto alla tua ombra; la dolcezza delle tue mani mi bendava gli occhi.
Ed ecco che nel cuore dell’Estate e del Meriggio ti scopro Terra Promessa, dall’alto di un colle calcinato ed alto
E la tua bellezza mi folgora al centro del cuore come il fulmine di un’aquila.

Donna nuda, donna oscura
Frutto maturo di carne piena, estasi cupa di vino nero, bocca che rendi la mia bocca lirica,
Savana di puri orizzonti, savana che fremi alle carezze ardenti del Vento dell’Est
Tamtam scolpito, tamtam in tensione che tuoni sotto le dita del Vincitore
La tua voce severa di contralto è il canto spirituale dell’Amata.

Leggi tutto...

Lancia il dado - Charles Bukowsky

Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo.
Altrimenti, non cominciare mai.
Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo.
Ciò potrebbe significare perdere fidanzate, mogli, parenti, impieghi e forse la tua mente.
Fallo fino in fondo.
Potrebbe significare non mangiare per 3 o 4 giorni.
Potrebbe significare gelare su una panchina del parco.
Potrebbe significare prigione.
Potrebbe significare derisione, scherno, isolamento.

Leggi tutto...

Poema per l'amicizia - Lorge Luis Borges

Non posso darti soluzioni per tutti i problemi della vita,

Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori,

però posso ascoltarli e dividerli con te.

Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro,

però quando serve starò vicino a te.

Non posso evitarti di precipitare,

solamente posso offrirti la mia mano perché ti sostenga e non cada.

La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei,

però gioisco sinceramente quando ti vedo felice.

Non giudico le decisioni che prendi nella vita,

mi limito ad appoggiarti, a stimolarti e aiutarti se me lo chiedi.

Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti,

però posso offrirti lo spazio necessario per crescere.

Leggi tutto...

Il Fegato di Dio - Mario Benedetti

Dio padre / gioviale
nello stile di Giovanni ventitré
disse / lasciate che gli scomunicati
vengano a me / lasciateli.

 

Abortisti / eretici
adulteri o gay
marxisti / sacerdoti sposati
guerriglieri
venite a me / liberissimi

Leggi tutto...

Testamento di Maria Luisa Spaziani

Lasciatemi sola con la mia morte.
Deve dirmi parole in re minore
che non conoscono i vostri dizionari.
Parole d'amore ignote anche a Petrarca,
dove l'amore è un oro sopraffino
inadatto a bracciali per polsi umani.

Io e la mia morte parliamo da vecchie amiche
perchè dalla nascita l'ho avuta vicina.
Siamo state compagne di giochi e di letture
e abbiamo accarezzato gli stessi uomini.
Come un'aquila ebbra dall'alto dei cieli,
solo lei mi svelava misure umane.

Leggi tutto...

Un sussulto - Maria Gisella Catuogno

Un sussulto, concediti un sussulto
di dignità, di misericordia:
non sono carne da godere o da macello
sono creatura, come te
contraddittorio impasto
di cielo e di terra, di miele e di dolore.

Leggi tutto...

All’ipotetico lettore - Margherita Guidacci

Ho messo la mia anima fra le tue mani.
Curvale a nido. Essa non vuole altro
che riposare in te.

Leggi tutto...

Boròvnica - Annamaria Muiesan Gaspari

Abbiamo ricordi nostri
e ricordi di seconda mano
cioè non vissuti in prima persona
ma che abbiamo adattato
dopo averli sentiti
tante volte in famiglia.
Davanti agli occhi della mia memoria
infatti, affamata e lacera si snoda
la processione di deportati

Leggi tutto...

O Capitano! mio Capitano! - Walter Whitman

O Capitano! mio Capitano! il nostro viaggio tremendo è finito,
La nave ha superato ogni tempesta, l’ambito premio è vinto,
Il porto è vicino, odo le campane, il popolo è esultante,
Gli occhi seguono la solida chiglia, l’audace e altero vascello;
Ma o cuore! cuore! cuore!
O rosse gocce sanguinanti sul ponte
Dove è disteso il mio Capitano
Caduto morto, freddato.

Leggi tutto...

Fra cent'anni - Trilussa

Da qui a cent'anni, quanno
ritroveranno ner zappà la terra
li resti de li poveri sordati
morti ammazzati in guerra,
pensate un po' che montarozzo d'ossa,
che fricandò de teschi
scapperà fòra da la terra smossa!
Saranno eroi tedeschi,
francesci, russi, ingresi,
de tutti li paesi.
O gialla o rossa o nera,
ognuno avrà difesa una bandiera;
qualunque sia la patria, o brutta o bella,
sarà morto per quella.

Leggi tutto...

La Befana - Giovanni Pascoli

 

 

Viene viene la Befana,

vien dai monti a notte fonda.

Com’è stanca! La circonda

Neve, gelo e tramontana.

Viene viene la Befana.

 

Ha le mani al petto in croce,
e la neve è il suo mantello
ed il gelo il suo pannello
ed il vento la sua voce.

Ha le mani al petto in croce.


E s’accosta piano piano
alla villa, al casolare,
a guardare, ad ascoltare
or più presso or più lontano.

Piano piano, piano piano.

Leggi tutto...

Natale - Padre David Maria Turoldo


Ma quando facevo il pastore
allora ero certo del tuo Natale.
I campi bianchi di brina,
i campi rotti dal gracidio dei corvi
nel mio Friuli sotto la montagna,
erano il giusto spazio alla calata
delle genti favolose.

Leggi tutto...

Jacques Prévert - I ragazzi che si amano

 

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore

 

Leggi tutto...

Ottobre di Vincenzo Cardarelli

Un tempo, era d’estate,
era a quel fuoco, a quegli ardori,
che si destava la mia fantasia.
Inclino adesso all’autunno
dal colore che inebria,
amo la stanca stagione
che ha già vendemmiato.

Leggi tutto...

Notizie dal diluvio di Angelo Maria Ripellino

Vorrei che tu fossi felice, cipollina, vorrei
che tu non conoscessi il cane nero della sventura,
quando sarai uscito dal blu dell’infanzia.

Leggi tutto...

Il più bello dei mari - Nazim Hikmet 

Il più bello dei mari è quello che non navigammo. 
Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto. 
I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti. 
E quello che vorrei dirti di più bello non te l’ho ancora detto.

Leggi tutto...

Ci vuole pazienza nell'amore - Davide Rondoni

 
 
Ci vuole pazienza nell'amore
e anche impazienza,

luce ma lasciare
spazio anche per l'ombra.

Leggi tutto...

La scoperta dell'America


I
Ma che dichi? Ma leva mano, leva!
Ma prima assai che lui l'avesse trovo,
Ma sai da quanto tempo lo sapeva
Che ar monno c'era pure er monno novo!
E siccome la gente ce rideva,
Lui sai che fece un giorno? Prese un ovo,
E lì in presenza a chi nun ce credeva,
Je fece, dice: - Adesso ve lo provo.
E lì davanti a tutti, zitto zitto,
Prese quell'ovo e senza complimenti,
Pàffete! je lo fece regge dritto.
Eh! Ner vedé quell'ovo dritto in piede,
Pure li più contrari più scontenti,
Eh, sammarco! ce cominciorno a crede.
 
II
Ce cominciorno a crede, sissignora;
Ma, ar solito, a sto porco de paese
Si vòrse trovà appoggio pe le spese
De la Scoperta, je tocco a annà fora.

E siccome a quer tempo lì d'allora
Regnava un re de Spagna portoghese,
Agnede in Portogallo e lì je chiese
De poteje parlà p'un quarto d'ora.
Je fece 'na parlata un po' generica,
E poi je disse: - Io avrebbe l'intenzione,
Si lei m'ajuta, de scoprì l'America.
- Eh, fece er re, ched'era un omo espertto,
Si, v'ajuto... Ma, no pe fa eccezione,
Ma st'America c'è? Ne séte certo?
III
- Ah! fece lui, me faccio maravija
Ch'un omo come lei pò dubitallo!
Allora lei vor dì che lei mi pija
Per uno che viè qui per imbrojallo!
Nonsignora, maestà. Lei si consija
Co' qualunque sia ar caso de spiegallo,
E lei vedrà ch'er monno arissomija,
Come lei me l'insegna, a un portogallo.
E basta avecce un filo de capoccia
Pe capì che, dovunque parte taja,
Lei trova tanto sugo e tanta coccia.
E er monno che cos'è? Lo stesso affare.
Lei vadi indove vò, che non si sbaja,
Lei trova tanta terra e ta
IV
Je capacita sto ragionamento?
- Sicuro, fece er re, me piace assai
- E, vede, je dirò che st'argomento
Ancora nu' l'avevo inteso mai.
Però, dice, riguardo ar compimento
De l'impresa, siccome... casomai...
- Ma 'bbi pazienza, fermete un momento...
Ma ste fregnacce tu com le sai?
Eh, le so perché ci ho bona memoria.
- Già! Te ce sei trovato! - Che significa?
Le so perchè l'ho lette ne la storia.
- Ne la storia romana? - È naturale.
Ne la storia più granne e più magnifica,
Che sarebbe er gran libro universale.



Leggi tutto...

Loading ...