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Poesie

Ottobre di Vincenzo Cardarelli

Un tempo, era d’estate,
era a quel fuoco, a quegli ardori,
che si destava la mia fantasia.
Inclino adesso all’autunno
dal colore che inebria,
amo la stanca stagione
che ha già vendemmiato.

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Notizie dal diluvio di Angelo Maria Ripellino

Vorrei che tu fossi felice, cipollina, vorrei
che tu non conoscessi il cane nero della sventura,
quando sarai uscito dal blu dell’infanzia.

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Il più bello dei mari - Nazim Hikmet 

Il più bello dei mari è quello che non navigammo. 
Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto. 
I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti. 
E quello che vorrei dirti di più bello non te l’ho ancora detto.

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Ci vuole pazienza nell'amore - Davide Rondoni

 
 
Ci vuole pazienza nell'amore
e anche impazienza,

luce ma lasciare
spazio anche per l'ombra.

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La scoperta dell'America


I
Ma che dichi? Ma leva mano, leva!
Ma prima assai che lui l'avesse trovo,
Ma sai da quanto tempo lo sapeva
Che ar monno c'era pure er monno novo!
E siccome la gente ce rideva,
Lui sai che fece un giorno? Prese un ovo,
E lì in presenza a chi nun ce credeva,
Je fece, dice: - Adesso ve lo provo.
E lì davanti a tutti, zitto zitto,
Prese quell'ovo e senza complimenti,
Pàffete! je lo fece regge dritto.
Eh! Ner vedé quell'ovo dritto in piede,
Pure li più contrari più scontenti,
Eh, sammarco! ce cominciorno a crede.
 
II
Ce cominciorno a crede, sissignora;
Ma, ar solito, a sto porco de paese
Si vòrse trovà appoggio pe le spese
De la Scoperta, je tocco a annà fora.

E siccome a quer tempo lì d'allora
Regnava un re de Spagna portoghese,
Agnede in Portogallo e lì je chiese
De poteje parlà p'un quarto d'ora.
Je fece 'na parlata un po' generica,
E poi je disse: - Io avrebbe l'intenzione,
Si lei m'ajuta, de scoprì l'America.
- Eh, fece er re, ched'era un omo espertto,
Si, v'ajuto... Ma, no pe fa eccezione,
Ma st'America c'è? Ne séte certo?
III
- Ah! fece lui, me faccio maravija
Ch'un omo come lei pò dubitallo!
Allora lei vor dì che lei mi pija
Per uno che viè qui per imbrojallo!
Nonsignora, maestà. Lei si consija
Co' qualunque sia ar caso de spiegallo,
E lei vedrà ch'er monno arissomija,
Come lei me l'insegna, a un portogallo.
E basta avecce un filo de capoccia
Pe capì che, dovunque parte taja,
Lei trova tanto sugo e tanta coccia.
E er monno che cos'è? Lo stesso affare.
Lei vadi indove vò, che non si sbaja,
Lei trova tanta terra e ta
IV
Je capacita sto ragionamento?
- Sicuro, fece er re, me piace assai
- E, vede, je dirò che st'argomento
Ancora nu' l'avevo inteso mai.
Però, dice, riguardo ar compimento
De l'impresa, siccome... casomai...
- Ma 'bbi pazienza, fermete un momento...
Ma ste fregnacce tu com le sai?
Eh, le so perché ci ho bona memoria.
- Già! Te ce sei trovato! - Che significa?
Le so perchè l'ho lette ne la storia.
- Ne la storia romana? - È naturale.
Ne la storia più granne e più magnifica,
Che sarebbe er gran libro universale.



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Pianefforte 'e notte - Salvatore Di Giacomo

Nu pianefforte ‘e notte
sona luntanamente,
e ‘a museca se sente
pe ll’aria suspirà.
 
È ll’una: dorme ‘o vico
ncopp’  a sta nonna nonna
‘e nu mutivo antico
‘e tanto tiempo fa.

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Se dovessi morire - Emily Dickinson

Se io dovessi morire –
E tu dovessi vivere –
E il tempo gorgogliasse –
E il mattino brillasse –
E il mezzodì ardesse –
Com’è sempre accaduto –

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Ginnastica Mattutina/ ermetica - Nina Cassian

GINNASTICA MATTUTINA

Mi sveglio e dico: sono perduta.
È il mio primo pensiero all’alba.
Comincio bene la giornata
con questo pensiero assassino.

Signore, abbi pietà di me
- è il secondo, e poi
scendo dal letto
e vivo come se
nulla mi fosse accaduto.

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Goal - Umberto Saba

Il portiere caduto alla difesa
ultima vana, contro terra cela
la faccia, a non veder l’amara luce.
Il compagno in ginocchio che l’induce
con parole e con mano, a rilevarsi,
scopre pieni di lacrime i suoi occhi.

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La madre - Giuseppe Ungaretti

E il cuore quando d'un ultimo battito
avrà fatto cadere il muro d'ombra
per condurmi, Madre, sino al Signore, come una volta mi darai la mano.

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The stolen child - William Butler Yeats

Laggiù dove i monti rocciosi
Di Sleuth Wood si tuffano nel lago,
Laggiù si stende un’isola fronzuta
Dove gli aironi svegliano, sbattendo
Le ali, i sonnolenti topi d’acqua;
Laggiù abbiamo nascosto i nostri tini
Fatati, ricolmi di bacche e ciliege
Fra le più rosse di quelle rubate.

Vieni, fanciullo umano!
Vieni all’acque e nella landa
Con una fata, mano nella mano,
Perché nel mondo vi sono più lacrime
Di quanto tu non potrai mai comprendere.

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La ballata del prode Anselmo

Da: Ricordi di gioventù 1847-1860, di Giovanni Visconti Venosta, edizioni Rizzoli

 

Sulla fine di quell'autunno scrissi uno scherzo poetico, al quale non è mancata una certa notorietà e che rammenterò qui seguendo l'ordine cronologico della mia narrazione.

Eravamo vicini alla riapertura delle scuole, e un giorno una buona donna, che abitava presso la nostra casa di Tirano, venne da me conducendo un suo figliuolo che era scolare di ginnasio, credo a Como. La madre mi disse che quel suo figliuolo era tutto mortificato, perché non gli era riuscito di fare uno dei compiti autunnali datigli dal professore: veramente lo aveva principiato, ma non aveva saputo andare innanzi.

Il ragazzo quasi piangeva, e io, lasciandomi intenerire, mi offersi di finirgli quel disgraziato compito. Trattavasi d’una poesia, il cui argomento, scelto tra i molti che correvano per le scuole a quei tempi, era: La partenza del Crociato per la Palestina.

Lo scolaretto aveva cominciata la sua poesia così:

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Ballata delle donne - Edoardo Sanguineti

Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.

Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.

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C'era una scuola - Elio Pecora

C'era una scuola con due finestre,
c'era una classe con due maestre,
una lavagna sopra due zampe
ed una scala con quattro rampe.

Le due finestre erano basse,
le due maestre erano grasse,
sulla lavagna c'era una scritta,
la scala andava fino in soffitta.

Nelle finestre sull'orizzonte
passò un aereo sopra un ponte,
accanto al ponte c'era un tiglio,
sotto il tiglio c'era un coniglio.

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Sonetto per Elena - Pierre de Ronsard

Quando Vecchia sarete, la sera, alla candela,
seduta presso il fuoco, dipanando e filando,
ricanterete le mie poesie, meravigliando:
Ronsard mi celebrava al tempo ch’ero bella.

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Ti porterei nel mio mondo - Vincenzo

Ti porterei nel mio mondo
dove il bene è una sfumatura del male
ove vi è una guerra perenne tra demoni e angeli
dove la luce dell’insicurezza illumina i paesaggi
dove la luce delle stelle illumina le notti
questo mondo è dentro me
 

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Elogio dell’infanzia


Quando il bambino era bambino,

camminava con le braccia ciondoloni,
voleva che il ruscello fosse un fiume,
il fiume un torrente
e questa pozzanghera il mare.

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L'abbiamo rimpianto a lungo l'infilascarpe - Eugenio Montale

L'abbiamo rimpianto a lungo l'infilascarpe,
il cornetto di latta arrugginito ch'era
sempre con noi. Pareva un'indecenza portare
tra i similori e gli stucchi un tale orrore.

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Democrazia - Roberto Piumini

Casa di tutti: una grande casa,
la nostra casa, non soltanto mia,
dove ciascuno sta, ma non da solo,
dove si viva in buona compagnia.

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Il sasso.

La persona distratta vi è inciampata.
Quella violenta, l’ha usato come arma.
L’imprenditore l’ha usato per costruire.
Il contadino stanco invece come sedia.
Per i bambini è un giocattolo.
Davide uccide Golia
e Michelangelo ne fece la più bella scultura.
In ogni caso, la differenza non l’ha fatta il sasso, ma l’uomo.

Non esiste sasso nel tuo cammino
che tu non possa sfruttare per la tua propria crescita.

(Anonimo)

Itaca di Konstantinos Petrou Kavafis

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
nè nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

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Il nuoto - Giosuè Borsi

Godo se arditamente in te mi tuffo,
o mare che sciabordi e che scintilli
e se di perle onusto e di berilli
scuoto emergendo il gocciolante ciuffo.

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All'ombra - Trilussa

Mentre me leggo er solito giornale
spaparacchiato all’ombra d’un pajaro,
vedo un porco e je dico: — Addio, majale! —
vedo un ciuccio e je dico: — Addio, somaro —

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Uomini e no - Elio Vittorini

"Non bisogna" il vecchio disse, "piangere per loro".
"Non bisogna piangere?" disse Berta.
"No figliola. Non del sangue che oggi è sparso".
"Non dell'offesa? Non del dolore?"
"Se piangiamo accettiamo. Non bisogna accettare".

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