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Testamento di Maria Luisa Spaziani

Lasciatemi sola con la mia morte.
Deve dirmi parole in re minore
che non conoscono i vostri dizionari.
Parole d'amore ignote anche a Petrarca,
dove l'amore è un oro sopraffino
inadatto a bracciali per polsi umani.

Io e la mia morte parliamo da vecchie amiche
perchè dalla nascita l'ho avuta vicina.
Siamo state compagne di giochi e di letture
e abbiamo accarezzato gli stessi uomini.
Come un'aquila ebbra dall'alto dei cieli,
solo lei mi svelava misure umane.

Ora m'insegnerà altre misure
che stretta nella gabbia dei sei sensi
invano interrogavo sbattendo la testa alle sbarre.
E' triste lasciare mia figlia e il libro da finire,
ma lei mi consola e ridendo mi giura
che quanto è da salvare si salverà.


Spaziani Maria Luisa. - Poetessa italiana (Torino 1924 - Roma 2014). Formatasi nel clima postermetico di chiara ascendenza montaliana, e incline alla trasposizione in chiave allusiva così dei dati oggettivi come di quelli autobiografici, la sua poesia (da Le acque del Sabato, 1954, a Utilità della memoria, 1966, Transito con catene, 1977, La stella del libero arbitrio, 1986), è venuta via via distendendosi dal mottetto o epigramma a forme narrativo-discorsive, fino al racconto in versi Giovanna d'Arco (1990). Studiosa di letteratura francese (Ronsard fra gli astri della Pléiade, 1972; Il teatro francese del Settecento, 1974; Il teatro francese dell'Ottocento, 1977), S. ha pubblicato traduzioni da varie lingue. Nel 1981 ha fondato a Roma il Centro internazionale Eugenio Montale, tra le cui attività annuali figura un premio internazionale di poesia. Tra le altre pubblicazioni sono da ricordare inoltre: Torri di vedetta (1992); I fasti dell'ortica (1996); La radice del mare (1999); La traversata dell'oasi (2002); Poesie dalla mano sinistra (2002); La luna è già alta (2006). Nel 2011 è stata pubblicata l'antologia Poesie (1954-2006), compiuto documento della sua traiettoria letteraria ed esistenziale, mentre è dell'anno successivo la raccolta completa delle sue poesie, curata da P. Lagazzi e G. Pontiggia.

Ha insegnato letteratura francese all’università di Messina. Traduttrice di Audiberti, Bellow, Flaubert, Gobineau, Gombrich, Jammes, Marivaux, Racine, Ronsard, Yourcenar, autrice di saggi, fra cui Ronsard fra gli astri della Pléiade (1972), Il teatro francese del Settecento (1974), Il teatro francese dell'Ottocento (1977), ha fondato e presieduto, a Roma, il Centro internazionale Eugenio Montale, ora Universitas Montaliana, tra le cui attività annuali figura un premio internazionale di poesia, dedicato al poeta prediletto, al quale è stata per lunghi anni legata da una profonda e sincera amicizia.

 




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