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Il Fegato di Dio - Mario Benedetti

Dio padre / gioviale
nello stile di Giovanni ventitré
disse / lasciate che gli scomunicati
vengano a me / lasciateli.

 

Abortisti / eretici
adulteri o gay
marxisti / sacerdoti sposati
guerriglieri
venite a me / liberissimi


che è vostro il regno
dei miei cieli

in certo modo devo compensarvi
per i soprusi innumerevoli

per le offese con enciclica
che i miei vicari
vi infliggono.

 

Fin dall'Inquisizione
ho il fegato dolente

venite da me scomunicati
figli miei.





Mario Benedetti - Figlio di immigrati italiani, Brenno Benedetti e Matilde Farugia, che lo battezzarono con cinque nomi, fino a due anni di età abitò con la famiglia a Paso del los Toros; successivamente, per ragioni di lavoro, la famiglia si trasferì dapprima a Tacuarembò, dove fu vittima di una truffa, e quindi a Montevideo; Mario Benedetti aveva quattro anni d'età. Nel 1928 iniziò i suoi studi primari nel Collegio Tedesco di Montevideo, dove completò il corso di studi nel 1933. Iniziò quindi a frequentare il liceo Mirandaper. Nel 1935 portò avanti i suoi studi secondari in maniera incompleta, terminandoli poi da privatista a causa dei problemi economici della sua famiglia. All'età di quattordici anni cominciò a lavorare nell'impresa di Will L. Smith, che realizzava ricambi per automobili. Tra il 1938 e il 1941 risiedette quasi continuamente a Buenos Aires. Nel 1945 entrò a far parte della redazione del settimanale Marcha, dove rimase fino al 1974, anno nel quale il giornale fu chiuso dal governo di Juan Maria Bordaberry. Nel 1954 venne nominato direttore letterario del Marcha. Il 23 marzo 1946 si sposò con Luz López Alegre, il suo grande amore e compagna di vita. Nel 1948 diresse la rivista letteraria Marginalia e pubblicò il volume di saggi Peripezia e Romanzo (Peripecia y novela). Nel 1949 divenne membro del consiglio di redazione del Número, una delle riviste letterarie più importanti dell'epoca. Partecipò attivamente al movimento contro il trattato militare con gli USA. Fu questa la sua prima azione come militante politico. Nello stesso anno ottenne il Premio del Ministero della Istruzione Pubblica per la sua prima raccolta di racconti, Questa Mattina (Esta mañana), che lo mostrano degno discepolo del suoi due conterranei James Faulkner e Juan Carlos Onetti. Del Premio del M8nistero, fu il vincitore in diverse occasioni fino al 1958, in seguito lo rifiutò ripetutamente per controversie sul regolamento. Nel 1964 lavorò come critico teatrale e condirettore della pagina letteraria settimanale Al servizio delle lettere del quotidiano La mañana. Collaborò come umorista nella rivista Peloduro. Scrisse inoltre critiche cinematografiche su La tribuna popular. Si recò a Cuba per partecipare come giurato del concorso Casa de las Americas. Fu presente all'incontro con Rubén Darìo. Andò in Messico per partecipare al II Congresso Latinoamericano degli Scrittori; partecipò inoltre al Congresso Culturale della Havana con la relazione Sulla relazione tra l'uomo d'azione e l'intellettuale e diventò membro del consiglio di direzione della Casa delle Americhe. Nel 1968 fondò e diresse il Centro di Investigazione letteraria della Casa delle Americhe. Insieme ai membri del Movimento di Liberazione Nazionale – Tupamaros fondò, nel 1971, il Movimento delle Indipendenze 26 marzo, un raggruppamento che contribuì alla formazione della coalizione delle sinistre Fronte Ampio. Benedetti fu dirigente del movimento. Fu nominato direttore del Dipartimento di Letteratura Ispanoamericana nella Facoltà Studi umanistici e Scienze dell'Università della Repubblica. Pubblicò "Cronaca del '71" (Crónica del 71), composto per lo più da una raccolta di editoriali politici pubblicati nel settimanale Marcha, una poesia inedita e tre discorsi letti durante la campagna del Fronte Ampio. Pubblicò anche "I poemi comunicanti" (Los poemas comunicantes), con interviste a vari poeti latinoamericani. Nel 1973, dopo il colpo di Stato militare dovette abbandonare l'Uruguay a causa del suo attivo appoggio ai movimenti marxisti; lasciò il suo incarico all'Università e partì per l'esilio a Buenos Aires. Viaggiò per l'Argentina, il Perù, la Spagna. Furono dieci lunghi anni che lo videro lontano dalla sua patria e da sua moglie, la quale dovette rimanere in Uruguay per accudire alla madre ed alla suocera. Un'esperienza di viaggio negli Stati Uniti nel 1959, e la rivoluzione cubana poi, segneranno la sua produzione negli anni '60, e la sua preoccupazione per le sorti collettive, che lo porteranno ad un progressivo impegno personale. Costretto all'esilio dopo il colpo di Stato del 1973, dal 1980 risiede in Spagna da dove esercita il ruolo di "coscienza critica" del proprio paese grazie alle collaborazioni giornalistiche. La versione cinematografica del suo romanzo La tregua, diretta da Sergio Renán, ricevette, nel 1974, la nomination alla quarantasettesima manifestazione del premio Oscar, per il miglior film straniero. Nel 1976 tornò a Cuba, questa volta come esiliato, e fece nuovamente parte del consiglio di direzione della Casa delle Americhe. Nel 1980si trasferì a Palma dei Majorca. Due anni più tardi iniziò una collaborazione settimanale sulle pagine delle opinioni del quotidiano El Pais. Nello stesso anno il Consiglio di Stato di Cuba gli concesse onorificenza Orden Félix Varela. Nel 1983 si trasferì a Madrid. Torna in Uruguay nel marzo del 1983, iniziando il periodo che definì desexilio, tema di molte sue opere. Fu nominato Membro del Consiglio Editori della nuova rivista Brecha, prosecuzione del progetto della rivista Marcha interrotto nel 1974. Nel 1986 ricevette il premio bulgaro Hristo Botev, per la sua opera di poeta e saggista. Nel 1987 fu premiato a Bruxelles con il premio Fiamma d'oro di Amnesty International per il romanzo Primavera con un angolo rotto. Nel 1989 fu decorato con la medaglia Haydeé Santamaría dal Consiglio di Stato di Cuba. Nel 1997 fu insignito del titolo di Dottore Honoris causa dall'Università di Alicante. Il 31 maggio del 1999 ricevette il Premio Reina Sofía di Poesia Iberoamericana. Il 29 marzo del 2001 la fondazione Iberoamericana José Martí gli attribuì il Premio Iberoamericano José Martí. Il 19 novembre del 2002 fu nominato cittadino onorario di Montevideo. Nel 2004 gli venne assegnato il Premio Etnosur. Nel 2005 Mario Benedetti pubblicò il libro di poesie "Addii e Benvenuti" (Adioses y bienvenidas). Nell'occasione venne presentato anche il documentario Parole Vere (Palabras verdaderas), al quale partecipò in prima persona. Il 7 giugno del 2005 si aggiudicò il XIX Premio Internazionale Menéndez Pelayo, e la medaglia d'onore dell'Università Internazionale Menéndez Pelayo. Il premio, concesso dall'Universidad Internacional Menendez Pelayo, è un riconoscimento all'opera di persone di spicco che si sono distinte nell'attività letteraria e scientifica, sia in lingua spagnola sia in portoghese. Mario Benedetti divideva il suo tempo tra le sue case in Uruguay e in Spagna, occupandosi dei suoi numerosi impegni. Dopo la morte di sua moglie Luz López, il 13 aprile 2006, malata di Alzheimer, Benedetti si trasferì definitivamente nel quartiere Centro di Montevideo, in Uruguay. Per questo, Benedetti donò parte della sua biblioteca personale di Madrid al Centro de Estudios Iberoamericanos Mario Benedetti dell'Università di Alicante. Morì il 17 maggio 2009 nella sua casa di Montevideo, a 88 anni.




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