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Poesie di Valentino Zeichen

Il poeta

 

Presumibilmente,
sembro un poeta di elevata rappresentanza
sebbene la mia insufficienza cardiaca
ha per virtù medica il libro del “cuore”.


Abito appena sopra il livello del mare
mentre la salute, la purezza, la ricchezza
e gli sport invernali
stazionano oltre i mille metri.
Perciò mi ossigeno respirando l’aria
dei paradisi alpini
così arditamente fotografati
dagli scalatori sociali
nonostante la pericolosità dei dislivelli.

 



POETICA
 

 

Nel tagliarmi le unghie dei piedi
il pensiero corre per analogia
alla forma della poesia;
questa pratica mi evoca
la fine perizia tecnica
di scorciare i versi cadenti;
limare le punte acuminate,
arrotondare gli angoli sonori
agli aggettivi stridenti.
È bene tenere le unghie corte
lo stesso vale anche per i versi;
la poesia ne guadagna in igiene
e il poeta trova una nuova Calliope
a cui ispirarsi: la musa podologa.



ANALOGIE MUSICALI

L’infusione musicale nazista
scavò dentro ogni tedesco
un piccolo auditorium
e ne ingrandì l’anima
affinché i suoni si armonizzassero
con la musica interiore
sincronizzata con le
marce dei panzer, poi,
trionfò Lilì Marleen.

da Gibilterra (1991)

 

SEMIOTICA

Come la spia rossa che
si accende sul cruscotto
e segnala al conducente,
che la benzina è alla fine,
così, anche il sentimento
che nutrivo per te
è ormai in riserva.

da Metafisica tascabile (1997)

 


L’ARTE DELLE CONSERVE

Declina l’estate matura
di frutti newtoniani
che la fata delle confetture
conserva in vasi sterili,
dalle confezioni durevoli.
Mentre il cuoco si duole
per la deperibilità dei cibi
e la volatilità degli odori.
Cosa ti sovviene dell’infanzia?
marmellate, mai pietanze.

da Neomarziale (2006)



POESIA

 

Si dice che la poesia
manchi di vero slancio,
che non sappia più volare
poiché non più sorretta
dai grandi angeli alati.
Che farci? È un mondo
di poeti atei che volano
preferibilmente in aereo.

 

da Casa di rieducazione (2011)

Valentino Zeichen, all'anagrafe Giuseppe Mario Zeichen (Fiume 24/3/1938- Roma 5/7/2016), è stato uno scrittore e poeta italiano. Si è avvicinato alla poesia all’età di diciotto anni, influenzato dal surrealismo e ha pubblicato il primo lavoro nel 1969 su “Nuova Corrente”. Intellettuale tra i più originali del panorama contemporaneo, ha esordito con la raccolta poetica Area di rigore (1974), cui hanno fatto seguito tra le altre Pagine di gloria (1983) e Gibilterra (1991), che lo hanno consacrato come uno dei poeti di spicco della nuova Scuola romana. Muovendosi tra avanguardia e tradizione, Z. è autore di versi (raccolti nel 2004 nel volume Poesie 1963-2003) in cui fermentano eterogenei campi di forze, e in cui il testo si fa voce dissonante contro i vezzi e le ambizioni della  modernità; la stessa tempra polemica anima i testi in prosa, dal romanzo Tana per tutti (1983) ai volumiNeomarziale (2006), Aforismi d’autunno (2010), Il testamento di Anita Garibaldi (2011), fino al più recente La sumera (2015), opera narrativa in cui Z. tratteggia con sguardo disincantato un universo umano dall’interiorità precaria e dalle molteplici nevrosi. Postumi sono stati pubblicati Le poesie più belle (2017) e il Diario 1999 (2018).

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