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Morire una morte così - di Elena Bono




Per Luigina "Luigina" Comotto, savonese
settantenne, fucilata il 1 novembre 1944, per non aver voluto rivelare
nulla sugli attentatori del prefetto repubblichino di Savona.
“Sono vecchia – disse da ultimo – e non servo più a niente.
Invece i giovani che cercate servono a qualcosa, e non sarò io
a darveli. Fate quel che volete”. Fu uccisa dai teeschi alla fortezza di Priamar di Savona, assieme ad altre cinque persone accusate di appartenere a  bande partigiane. Luigina non era partigiana, era troppo vecchia.

Fucilata a settant'anni.
Il tuo mucchietto d'ossa insanguinate.
Per salvare quei giovani
non hai rinunciato alla vita
ma alla tua morte
la dolce morte da tanto tempo aspettata.
Un giorno doveva venire
col velo nero
ed il viso di cera
della Donna dei Sette Dolori
e sedertisi accanto
sospirando e pregando insieme,
la buona morte odorosa d'incenso
nella stanzetta ordinata
tutto uno specchio
in un brillio di candele,
i garofani sparsi sul letto
e le vicine intorno
a recitare il rosario
con tintinnio di corone,
ora l'una ora l'altra che dice
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