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Il mio lascito di Walt Whitman

di Walt Whitman

Il mio lascito

L’uomo d’affari il grande accumulatore,
dopo anni di assiduo lavoro controlla i risultati, preparandosi per l’ultimo viaggio,
affida case e terreni ai suoi figli, lascia beni, merci, fondi, per una scuola o un ospedale,
lascia denaro ad alcuni camerati per comprare doni, ricordi quali gemme e oro.

Ma io, al contrario, ripensando alla mia vita, facendone il consuntivo,
non avendo nulla da mostrare e lasciare dopo questi anni oziosi,
né case né terre, né lasciti di gemme o d’oro per i miei amici,
null’altro, se non alcuni ricordi di guerra per voi, e in vostro onore,
e pochi ricordi di accampamenti e soldati, con il mio amore,
io riunisco e lascio in questo fascio di canti.

Walt Whitman
Biografia

 

Walt Whitman – Poeta statunitense (West Hills, Long Island, 1819 – Camden, New Jersey, 1892). Fortemente legato a una visione armonica dell’universo naturale, che trova nei fondamenti progressisti del trascendentalismo di R. W. Emerson ispirazione e sostegno, W. dà vita nelle Leaves of grass, la sua opera principale (edita dal 1855), a una poesia nella quale i tratti più vari della realtà coeva si fondono in un linguaggio magmatico e innovativo, fitto di contaminazioni e di neologismi, di ripetizioni e di allitterazioni che, assumendo i registri e i moduli della tradizione orale, conferiscono al verso libero un andamento spiccatamente musicale.

VitaStabilitosi a Brooklyn con la famiglia, abbandonò la scuola a undici anni per praticare il mestiere di tipografo. Tornato a Long Island si dedicò all’insegnamento, e dal 1838 iniziò un’intensa attività di giornalista, che nel 1848 lo portò per tre mesi a New Orleans. Il soggiorno al Sud si rivelò una tappa fondamentale della sua maturazione artistica.

OpereDopo i primi esperimenti letterari (raccolti e pubblicati postumi in The uncollected prose and poetry, 1921, e in The half-breed and other stories, 1927), nel 1855 pubblicò la prima edizione di Leaves of grass, che dai dodici componimenti originari si sarebbe espansa attraverso altre otto edizioni fino a raggiungere, nella cosiddetta deathbed edition del 1891-92, la fisionomia definitiva di un’opera monumentale, proporzionata alla grandezza e alla varietà del continente americano. Vigoroso e provocatorio, il lessico della quotidianità con cui W. rifonda la poesia americana si fa veicolo di quella visione intensamente romantica e al tempo stesso genuinamente egualitaria, che permea le varie fasi di un’epica moderna democraticamente rivolta all’individuo e alle masse di americani da cui essa trae ispirazione. Al prevedibile disagio con cui le prime due edizioni furono accolte, tanto lontana era l’apparente rozzezza del verso whitmaniano dal decoro formale dei modelli canonici della tradizione inglese, fece seguito una graduale inversione di tendenza: a partire dalla terza edizione (1860), che includeva le nuove sezioni Children of Adam e Calamus, con la quarta (1867), arricchita da Drum Taps, e la quinta (1871), in cui apparve Passage to India, le Leaves ottennero un consenso culminato, negli ultimi anni di vita di W., nel pieno riconoscimento della grandezza della sua opera. Se l’impatto di W. sulla poesia americana del Novecento, dalla cosiddetta scuola di Chicago (C. Sandburg, V. Lindsay, E. L. Masters) a modernisti come W. C. Williams, H. Crane ed E. E. Cummings, è stato straordinario, non meno importante si è rivelato il suo influsso sulla poesia inglese ed europea, grazie alla mediazione di W. M. Rossetti e di O. Wilde prima, e poi a quella di espatriati come E. Pound e Th. S. Eliot. Al suo capolavoro indiscusso W. affiancò occasionalmente pubblicazioni in prosa, tra cui Democratic vistas (1871), di argomento politico, Specimen days (1882), considerazioni sul periodo della guerra, e November boughs (1888), in cui raccolse i suoi pezzi giornalistici.

Da Treccani.it

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